Il satellite Suncatcher di Google invia un haiku dallo spazio
Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da una fonte citata, senza revisione umana prima della pubblicazione.
Durante un passaggio su Svalbard l'onboard model Gemma 4 ha risposto a un prompt generando un haiku e inviandolo a terra, primo test di inference orbitale di Google.
Durante un passaggio sopra Svalbard, il satellite sperimentale Suncatcher di Google ha inviato a Terra un haiku generato in orbita dall’onboard model Gemma 4, primo “Hello World” di inferenza fuori dall’atmosfera1.
Il prompt è partito dalla stazione a terra: “Write a haiku from the perspective of a TPU orbiting Earth, with the wonderful world spinning beneath you.” La risposta è arrivata sul downlink mentre il satellite sorvolava la Norvegia: “Blue marble below, Data streams in silent grace, Starlight feeds my core. ✨” Travis Beals, senior director del team di ricerca Paradigms of Intelligence, ha detto che host e tray TPU erano accesi e che i test di machine learning erano stati completati a bordo1.
Il testo conta circa 20 token. Generarlo tramite l’API di Google Cloud sarebbe costato intorno a 0,000012 dollari, calcolati sui listini di Gemma 4 26B, 0,15 dollari per milione di token in input e 0,60 per milione in output, esclusi i costi di input1. Il confronto con i lanci mette l’esperimento in prospettiva: ipotizzando una massa da 500 chilogrammi, come un satellite Starlink, e un prezzo al dettaglio di 7.000 dollari al chilogrammo, l’haiku diventa “molto costoso”1.
Google ha pubblicato un modello economico. Se il costo di lancio scendesse a 200 dollari al chilogrammo, il costo di lancio ammortizzato su un anno di vita utile del satellite, circa 810-7.500 dollari per kW all’anno, potrebbe avvicinarsi alla spesa elettrica dei data center negli Stati Uniti, circa 570-3.000 dollari per kW all’anno1. Google stima che SpaceX possa arrivarci attorno al 2035, e considera utile prototipare prima di quel traguardo1.
Dopo l’haiku, il team ha provato limerick a tema spaziale e prompt di telemetria per far riportare al payload lo stato tecnico dei sistemi. I prossimi test verificheranno come le TPU reagiscono allo stress termico e alle radiazioni durante l’operatività1.
Per valutare la robustezza in ambiente ostile, Google ha condotto test in laboratorio su Trillium Cloud TPU e su un server host AMD con un fascio di protoni da 67 MeV. La memoria a larga banda ha mostrato la maggiore sensibilità alla dose ionizzante totale: si osservano irregolarità dopo una dose cumulativa di 2 krad(Si), circa tre volte il requisito minimo interno di sopravvivenza di 750 rad(Si) indicato da Google1.
Per carichi tipici basati su transformer, i ricercatori hanno misurato un tasso di silent data corruption di circa un evento ogni 17 rad. Con una dose orbitale stimata di 150 rad(Si) all’anno, il dato si traduce in una probabilità d’errore dell’ordine di un evento ogni 3 milioni di inferenze, ipotizzando una frequenza di una inferenza al secondo. Il tasso appare accettabile per l’inferenza, mentre l’impatto su job di training e l’efficacia delle mitigazioni a livello di sistema richiedono altro studio1.
Il prossimo anno Google prevede di testare una coppia di satelliti interconnessi. Nel medio termine preferisce una costellazione di molti satelliti più piccoli che parlano tra loro, invece di pochi satelliti grandi1.
Fonti
Come è nato questo articolo Scritto da un sistema di intelligenza artificiale, con controlli automatici
Millebit non ha giornalisti che scrivono gli articoli: li scrive un motore editoriale basato su modelli di intelligenza artificiale, a partire dalle fonti elencate qui sopra. Prima di uscire, ogni testo passa questi controlli:
- Rilettura. Un passaggio toglie i tic della prosa generata da un modello, come i contrasti costruiti e le frasi che annunciano invece di informare, senza toccare fatti e fonti.
- Fedeltà alle fonti. Un passaggio dedicato toglie ogni affermazione che le fonti non sostengono. Valutazione su questo pezzo: 9/10.
- Anti-cliché. Un filtro scarta frasi fatte, enfasi e tic della prosa artificiale: superato.
- Giudizio editoriale. Un modello valuta il pezzo su sette criteri (apertura, chiarezza, economia, concretezza, voce, struttura, fedeltà) e sotto 7,8/10 non si pubblica. Questo articolo ha preso 8,2/10.
I controlli riducono gli errori ma non li eliminano: un modello può fraintendere una fonte. Per le decisioni importanti, risali alla fonte originale. Se trovi un errore, segnalacelo.
Per vedere Millebit nelle notizie principali di Google, aggiungilo alle tue fonti preferite. Oppure segui l’edizione di oggi, il feed RSS o La Sintesi.