Sabato 24 ottobre 2026
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Intelligenza artificiale

Spotify etichetta i profili creati dall'AI e ne limita le raccomandazioni

Testo scritto con l’intelligenza artificiale a partire da 2 fonti citate, senza revisione umana prima della pubblicazione.

Da metà settembre i profili “AI Persona” compariranno con un badge; la piattaforma li esclude per default da suggerimenti editoriali e algoritmici salvo se l'utente li segue.

Illustrazione generata con l’intelligenza artificiale

Da metà settembre i profili artista che non rappresentano una persona reale mostreranno il badge “AI Persona” e, per impostazione predefinita, resteranno fuori dalle raccomandazioni editoriali e algoritmiche. I brani torneranno tra i suggerimenti personalizzati solo se l’utente segue quel profilo.

Spotify ha annunciato la misura martedì. Il badge segnalerà identità generate artificialmente. L’etichetta comparirà nel banner del profilo, nella sezione Informazioni, nei risultati di ricerca e accanto alle tracce nelle playlist.

Gli artisti potranno autodichiararsi “AI Persona”. Spotify affiancherà alla dichiarazione una verifica con revisione umana e strumenti di intelligenza artificiale per stabilire se nome e immagine “appaiano rappresentare identità fotorealistiche generate dall’AI”. Quando l’identità può essere AI‑generata, l’azienda applicherà il badge “Likely AI Persona”.

La piattaforma inizierà la revisione dai profili con audience sopra soglie definite, per coprire prima quelli più ascoltati. Il controllo riguarda i casi in cui nome e immagine sembrano rappresentare identità fotorealistiche generate dall’AI.

Una volta etichettati, i profili “AI Persona” restano esclusi, di default, dalle raccomandazioni editoriali e da quelle algoritmiche. Fa eccezione chi li segue: in quel caso i brani potranno rientrare nelle proposte personalizzate dell’utente.

Il badge avrà ampia visibilità nell’app. Oltre al profilo e alla sezione Informazioni, apparirà nei risultati di ricerca e sulle righe brano in playlist. L’obiettivo è rendere chiaro, nei punti di contatto principali, quando un artista non è una persona reale.

Spotify prevede quindi due livelli di segnalazione: “AI Persona” per le identità confermate e “Likely AI Persona” quando la piattaforma ritiene che l’identità possa essere generata dall’AI. La verifica prenderà in esame gli elementi del profilo, a partire da nome e immagine.

Per gli ascoltatori il cambiamento è immediato su due fronti: l’etichetta visibile dove si scopre musica e un filtro che, salvo scelta esplicita di seguire il profilo, tiene fuori questi artisti dalle proposte. Per chi pubblica musica con identità generate artificialmente, la leva diventa la costruzione di una base di follower: è l’unico modo per riattivare le raccomandazioni personalizzate.

L’avvio della revisione dai profili con maggiore audience indica dove l’effetto si vedrà prima. Gli ascolti si concentrano su pochi nomi: qui le etichette e il nuovo filtro avranno impatto nei prossimi giorni, mentre l’estensione ai profili minori seguirà il ritmo del processo di revisione.

Fonti

  1. Spotify will label ‘AI Persona’ profiles and exclude their music from recommendations TechCrunch — AI · 11 agosto 2026
  2. Spotify says it won’t recommend music from ‘AI Personas’ The Verge — AI · 11 agosto 2026

Le fonti di questo pezzo sono state ricollegate all’articolo dopo la pubblicazione: l’elenco è quello da cui è stato scritto, ma i singoli rimandi nel testo non sono associati a una fonte precisa.

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